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الاستاذة كوثر بدران

DISCORSO DELLA DOTTORESSA KAOUTAR BADRANE AL FORUM di DONNE E DIRITTI IN MAROCCO | FACOLTA DI TRENTO.

Da :  Mohamed Badrane / IENA-NEWS

 

 

Signore e signori, cari colleghi, Bongiorno,

Vorrei innanzittutto salutare e ringraziare le autorità qui presenti, al preside Prof. Cortese e al console del Regno del Marocco a verona Amina Selmani, le amiche relatrici arrivate  direttamente dal marocco  e le numerose persone qui presenti.

e sono davvero onorata che la mia  Università di Trento, mi abbia permesso di poter ritornare come ex alunna su questi stessi banchi, dopo 12 anni  dalla mia tesi sul codice di famiglia in Marocco, poter organizzare insime alla mia ex prof. Di tesi Prof. Ioriatti Elena, che ringrazio con entusiamo di organizzare questo  importante evento come  comitato scentifico organizzativo di questa interessante conferneza sulle donne nel mio paese di origine.

Ed è proprio su questi banchi, che ho potuto “scoprire” conoscere,informarmi la storia di due donne straordinarie”  che hanno fatto la storia, una di origini marocchine e una italiane, che segnato  il mio percorso come donna ma anche sopprattuto come giurista.

Mi riferisco a fatima Fehriya,ha fondata in Marocco e precisamente a Fez, nell’ 859 la pui’ antica istituzione accademica al mondo, università el karaouin, ancora oggi un museo,  riconosciuta dall’unesco.

Un’altra donna italiana invece, che ho potuto studiare proprio sui libri qui a Trento, la storia di  Franca viola, che nel 1966,grazie al suo coraggio si è opposta al matrimonio riparatore, ha permesso cosi’, iniziare quel processo di  cambiamento  sociale, culturale ,giuridico, politico che ha portato alla modifica del nostro codice penale Rocco  che fino al 1981 legittimava la violenza sessuale contro le donne.

Io scopri’ su questi banchi,   che quello stesso processo di cambiamento giuridico -normativo  politico, che dagli anni 70 abbiamo avuto in Italia,  stava avvenendo, nel mio  Paese di origine, attraverso una riforma, che poc’anzi la mia collega ha egregiamente illustrato, MOUDAWWAN AL USRA e grazie alle quale IL MAROCCO SI PONE TRA avanzato  tra  mondo arabo, per quanto riguarda lo sforzo di democratizzazione e modernizzazione nel diritto di famiglia che un impatto diretto e indiretto sui diritti delle donne.

QUESTO PERCHE’ A differenza di altri rami del diritto (commerciale, tributario, amministrativo dove hanno avuto influenza del codice napoleonico,Il diritto di famiglia non ha subito modifiche proprio perché trae origini direttamente nell’islam

PERCORSO PER LA SUA APPROVAZIONE è STATO come abbiamo visto, lungo e faticoso, Riforma è E’ stata quindi fortemente voluta ed  APPLAUDITA dalle forze riformiste, sotto la spinta delle associazioni femminili, promotrici principi di ugualianza, ma fortemente criticata   dalle forze più conservatrici, che la ritengono non conforme ai dettati del testo sacro dell’ Islam.

Intervenne a tal proposito, il  Re Mohammed VI nel suo storico discorso alla nazione il 10 ottobre 2003, nel quale si precisa che, ha un duplice obbiettivo: da un lato, assicurare stabilità al nucleo familiare attraverso il riconoscimento dell’ uguaglianza

tra i coniugi; dall’ altro, tutelare i diritti dei figli nati dentro o fuori dal matrimonio,

attraverso l’ attuazione delle convenzioni internazionali ratifi cate dal Marocco, e

in particolare quella di New York sui diritti del fanciullo del 1989.

Ioltre il Sovrano Mohammed VI, nella sua doppia qualifica di Capo di stato e credenti, ha voluto affermare la piena legittimazione religiosa,  affermando. “Non posso autorizzare ciò che Dio ha proibito, né proibire ciò che Dio ha permesso”

Sottolinando che  la riforma in questione fosse basata sul metodo dell’ ijtihad (interpretazione evolutiva dei testi sacri).

Pertanto, istituti come eredità, ad esempio, non sono state oggetto di modifica, e allo stesso modo la poligamia e il ripudio restano e introdotti limiti sostanziali e procedurali.

Altre disposizioni, invece, introducono cambiamenti significativi , CORRESPONSABILITà dei coniugi all’ interno della famiglia -parità diritti e doveri- e quindi l’ abbandono della regola dell’ obbedienza della moglie al marito.

Senza fare una mera elencazione dei singoli istituti oggetto di modifica, e per darvi un’idea della portata del cambiamento che ha avuto un’impatto trasversale sui diritti delle donne, vi riporto l’esempio dell’atto di matrimonio prima e dopo la riforma:

A prima lettura salta all’occhio una prima differenza sostanziale:

1)prima della riforma:

”Atto di Matrimonio con il quale il  Sig. Caio (Abdul) CONTRAE MATRIMONIO  con la sig.ra… Caia,

iscritta sul LIBRETTO DI FAMIGLIA di suo padre n……,potestà PATERNA,  passava dal libretto del padre, al libretto del marito,   indicandola come prima moglie,

DOTE è ANCORA OGGI OBBLIGATORIA

IL PADRE PRESTA IL CONSENSO al posto della figlia, (WILAYA TUTELA è UN DIRITTO E NON PIU’ UN OBBLIGO PUO’ AVVALERSENE O MENO)

 

  • DOPO LA RIFORMA troviamo la dicitura HANNO CONTRATTO MATRIMONIO (MUTUO CONSENSO EX ART. 10 , LE PARTI SONO STATE INFORMATE, LE PARTI SONO COSCENTI dell’importanza del presente atto.. (corrisponsabilità parità diritti e ma anche parità di doveri),
  • si fa riferimento all’ATTO DI NASCITA n…. e non libretto di famiglia del padre n….
  • dove la sposa HA ACCETTATO QUESTO MATRIMONIO (PRESTA IL CONSENSO), ma a condizione di lasciarla ritornare in Marocco quando vuole (con questa clausola presta il consenso ma si sottopone indirettamente alla “potesta’” del marito.

Se da una parte  la legge è cambiata, attribuendo dei diritti maggiori, intessante è l’ambito delle consuetudini locali,tradizioni,  che  sicuramente hanno un’influenza rilevante nel  contesto famigliare.

Mi sono chiesta,  con tutte queste informazioni che io ho potuto conoscere, grazie ai miei studi e grazie al mio lavoro,  come posso dare il mio contributo da una parte alla mia comunità marocchina formata da oltre 600 mila marocchini, per farle conoscere questo cambiamento, nell’interesse non solo della donna ma soppratutto per la famiglia e dall’altra a quella  italiana ai miei concittadini italiani visto che questo testo si puo’ applicare anche in Italia ai sensi del diritto internazionale privato legge 218-95 (salvo  contrasto con l’ordine pubblico nazionale).

Come posso contribuire a diffondere  la conoscenza di questo testo affinchè l’informazione diventi uno strumento di tutela?

Come è nello spirito del legislatore marocchino che espressamente  nel suo  preambulo del codice  cita espressamente:”

“Si chiede di intraprendere azioni al fine di assicurare una diffusione molto ampia e a sensibilizzazione  dell’opinione pubblica”   e dove all’art. 14 della stessa legge,

Si parla per la prima volta  dei cittadini residenti all’estero, quindi anche in Italia.

 

Ho  pensato quindi di fare un lavoro, è durato 2 anni, ho analizzato i vari istituti oggetto della riforma prima e dopo, pubblicandola  nel 2012 questa breve guida giudica edita da libreria universtaria, con la traduzione integrale in lingua italiana, dei 400 articoli della riforma, sto anche integrando con le nuove modifiche e ormai sarebbe il tempo di aggiornarlo sicuramente.

Mi auspico, che venga ufficializzata anche una traduzione in  lingua italiana,  dal  Ministero di Giustizia del Marocco, alla pari degli stessi altri paesi eupei dove è stata ufficializzata in altre lingue,  cosi’ da poter diffondere una traduzione ufficiale della legge.

In questi 12 anni, con la mia ass. AGAMI, fondata nel 2011, oltre ad aver sensibilizzato con molteplici confenrenze in Italia, ed all’estero, sia  con associazioni italiane che marocchine.

Come nel 2014 attaverso il forum delle competenze femminili in seno al ministero del Marocco, di cui sono parte, dove la presidente era Nezha El Ouafi, oggi segretario di stato, abbiamo riscontrato  la necessità di approfondire la conoscenza di questo testo alla comunità all’estero, ho potuto in questa occasione, in rappresentanza dell’Italia, confrontarmi con  altri paesi europei.

Rientata in Italia, ho  iniziato  un indagine durata 4 anni  dove su circa 600 donne marocchine,   meno del 40% è a conoscenza dei propri diritti, e ritiene di sapere  cosa puo’ fare quando è in difficoltà (conflitti famigliari o violenze di genere) .

Riteniamo fondamentale lavorare su due fronti per diffondere l’informazione come strumento di tutela, in un mondo sempre piu’ globalizzato,

lavorare su un progetto di guide sui diritti delle donne che vada ad approndire la giurisdizione nel paese di origine, perchè oggi non è facile reperire l’informazione per le donne marocchine, ma delle volte  anche per chi sostiene queste donne, es. Assistenza sociale, volontariato, istituzioni,

Come è emerso dal nostro dal Convengo internazionale sui diritti delle donne organizzato dalla nostra associazione Agami, a Bassano del Grappa a Marzo 2017, alle quali hanno partecipato anche le nostre relatici arrivate oggi dal Marocco,  ma anche da 12 paesi diversi,   che ci hanno aggiornato su come si sono evoluti i diritti civili delle donne  nei loro paesi.

Dove a volte in questi paesi, a differenza di quello che possiamo pensare, troviamo degli strumenti di tutela della donna,  che ancora noi non abbiamo, dove  in un paese mussulmano, come il Marocco, troviamo un FONDO DI GARANZIA per la donna, troviamo  MAGISTRATI specializzati in materia di famiglia, dove in Italia, se ne parla da moltissimi anni di questa riforma ordinamento giudiziario ma della quale ancor oggi ancora nulla, siamo comunque fiduciosi.

Grazie per l’attenzione

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